Ingegnere civile, da oltre vent'anni opera nell'ambito della comunicazione tecnico-scientifica come senior technical copywriter nei settori delle costruzioni, dei materiali per l’edilizia, delle infrastrutture, dell’efficienza energetica e della sostenibilità del costruito. Laureata presso l’Università di Bologna, ha conseguito un Dottorato di Ricerca in Meccanica delle Strutture, perfezionando successivamente i propri studi presso il Dipartimento di Scienza delle Costruzioni dell’Università di Bologna e l’Imperial College di Londra, dove ha svolto attività di ricerca nell’ambito della dinamica delle strutture e della meccanica della frattura. Nel corso della sua attività professionale ha collaborato con aziende, associazioni di settore e riviste specializzate, realizzando articoli, approfondimenti tecnici, interviste e contenuti divulgativi dedicati a temi quali calcestruzzo, cemento, infrastrutture, progettazione sostenibile, economia circolare, digitalizzazione del costruito e innovazione tecnologica. La sua attività coniuga competenze ingegneristiche e capacità di divulgazione, con l’obiettivo di rendere accessibili contenuti tecnici complessi mantenendone il rigore scientifico. Appassionata di lettura e viaggi, ama scoprire luoghi, culture e punti di vista differenti, convinta che la curiosità e il confronto con realtà diverse rappresentino una preziosa fonte di arricchimento personale e professionale.
New European Bauhaus: la visione europea per città più sostenibili
Il New European Bauhaus (NEB) è l’iniziativa della Commissione Europea per accompagnare la transizione ecologica e sociale del continente, trasformando gli obiettivi del Green Deal europeo in esperienze concrete e tangibili per cittadini e comunità. Integra sostenibilità, inclusione sociale e qualità dell’esperienza umana degli spazi, ponendo l’ambiente costruito al centro della transizione sostenibile. L’articolo analizza l’evoluzione del programma, dalle Linee guida agli ultimi documenti strategici europei, approfondendo i principi di economia circolare, decarbonizzazione, adattamento climatico, rigenerazione urbana e innovazione tecnologica che stanno ridefinendo il futuro del settore delle costruzioni.
Negli ultimi anni l’Europa si è trovata ad affrontare una convergenza di sfide senza precedenti. La crisi climatica e la perdita di biodiversità si intrecciano con le tensioni geopolitiche, la crescente pressione sulle risorse naturali, le trasformazioni demografiche, l’evoluzione tecnologica e la necessità di rafforzare la competitività industriale in uno scenario globale sempre più complesso. In questo contesto è emersa con sempre maggiore evidenza la consapevolezza che la transizione verso un futuro più sostenibile non possa essere perseguita esclusivamente attraverso strumenti normativi, incentivi economici o innovazioni tecnologiche. Per affrontare in modo efficace le sfide ambientali e sociali del nostro tempo è infatti necessario promuovere una trasformazione più profonda, capace di coinvolgere cultura, stili di vita, modelli di sviluppo e qualità degli spazi nei quali le persone vivono quotidianamente. La sostenibilità non riguarda soltanto l’efficienza energetica degli edifici o la riduzione delle emissioni, ma investe il modo stesso in cui vengono progettati, costruiti e vissuti quartieri, città e territori. È da questa visione che nasce il New European Bauhaus, l’iniziativa con cui la Commissione Europea intende coniugare transizione ecologica, inclusione sociale e qualità dell’ambiente costruito, trasformando gli obiettivi del Green Deal europeo in esperienze concrete e tangibili per cittadini e comunità.

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Che cos’è il New European Bauhaus
Nato nel 2020 su iniziativa della Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, il New European Bauhaus (NEB) rappresenta una delle iniziative più innovative sviluppate dall’Unione Europea per accompagnare la transizione ecologica e sociale del continente.
Il movimento si fonda su tre valori inscindibili – sostenibilità, inclusione e qualità dell’esperienza umana degli spazi – ai quali si affiancano principi operativi fondamentali quali la partecipazione dei cittadini, l’approccio interdisciplinare e la collaborazione tra i diversi livelli istituzionali. L’obiettivo è promuovere soluzioni capaci di coniugare sostenibilità ambientale, accessibilità sociale e fattibilità economica, contribuendo al tempo stesso a rafforzare la competitività industriale europea in uno scenario globale sempre più complesso. Tutto questo senza rinunciare alla bellezza e qualità architettonica, al valore culturale dei luoghi e al benessere delle persone. Alla base dell’iniziativa vi è infatti la convinzione che la qualità degli spazi in cui viviamo influenzi direttamente il benessere individuale, la coesione sociale, la resilienza delle comunità e, più in generale, la capacità della società di affrontare le trasformazioni in corso.
Proprio per favorire l’applicazione concreta di questi principi, nel 2024 la Commissione Europea ha pubblicato le New European Bauhaus Investment Guidelines, rivolte a investitori, progettisti, sviluppatori e amministrazioni pubbliche, con l’obiettivo di tradurre i valori del NEB in indicazioni operative per la trasformazione sostenibile dell’ambiente costruito.
La roadmap europea per l’attuazione del NEB
Dopo una prima fase dedicata alla sperimentazione, il New European Bauhaus è entrato in una nuova stagione orientata all’implementazione e alla diffusione su larga scala. In cinque anni, l’iniziativa ha coinvolto quasi 2.000 organizzazioni pubbliche e private, sostenuto oltre 700 progetti in Europa e raggiunto milioni di cittadini, dimostrando come sia possibile coniugare innovazione, sostenibilità e qualità del costruito attraverso un approccio partecipativo e multidisciplinare.
Proprio per consolidare i risultati raggiunti e definire le priorità della fase successiva, la Commissione Europea ha pubblicato nel dicembre 2025 la Comunicazione “New European Bauhaus – from vision to implementation” (COM(2025) 1026 final). Il documento nasce dall’esigenza di trasformare il NEB da iniziativa prevalentemente sperimentale a quadro strategico di riferimento per le politiche europee sul costruito, individuando gli strumenti, le aree di intervento e le azioni necessarie per favorirne l’applicazione su larga scala. L’obiettivo è fare del New European Bauhaus un vero e proprio acceleratore della transizione ecologica, dell’innovazione e della rigenerazione territoriale, promuovendo la diffusione sistematica di modelli, tecnologie e pratiche replicabili nei diversi contesti europei e capaci di tradurre i principi del Green Deal in trasformazioni concrete e durature dei luoghi in cui vivono le persone.

Dalla visione all’attuazione: la Raccomandazione del Consiglio
Se la Comunicazione del 2025 ha definito la visione strategica del New European Bauhaus e le priorità per la trasformazione del costruito europeo, la successiva Raccomandazione del Consiglio, adottata l’11 maggio 2026, ne rappresenta il naturale sviluppo operativo. Il documento mira a tradurre i principi del NEB in indirizzi concreti per gli Stati membri, favorendone l’integrazione nelle politiche nazionali, regionali e locali relative all’edilizia, alla pianificazione territoriale, alla rigenerazione urbana e alla transizione ecologica. Prendendo atto della diffusione ancora disomogenea dell’iniziativa nei diversi Paesi europei, la Raccomandazione propone un quadro comune per orientare investimenti, strumenti normativi e programmi di finanziamento, promuovendo una maggiore convergenza delle politiche sul costruito.
Più che introdurre nuovi obblighi, il documento punta a rafforzare e coordinare strumenti già esistenti, affermando una visione integrata in cui sostenibilità ambientale, qualità architettonica, inclusione sociale e resilienza territoriale costituiscono elementi inseparabili dello sviluppo urbano e territoriale. Per il settore delle costruzioni la Raccomandazione assume quindi un ruolo particolarmente significativo, poiché fornisce un riferimento metodologico condiviso per l’applicazione concreta dei principi del New European Bauhaus nelle future politiche e nei processi di trasformazione del patrimonio costruito.
Il costruito come priorità strategica della transizione europea
Uno dei messaggi più forti contenuti nella Raccomandazione, già elemento centrale anche delle Linee guida e della Comunicazione del Consiglio, riguarda il ruolo dell’ambiente costruito come principale terreno di applicazione della trasformazione sostenibile europea. Edifici, quartieri e spazi pubblici vengono infatti considerati il punto di incontro tra obiettivi climatici, innovazione industriale, inclusione sociale e qualità della vita. La centralità del settore non è casuale. Il patrimonio costruito influenza direttamente il consumo di energia e risorse, la qualità dell’aria, la resilienza ai cambiamenti climatici e l’accessibilità dell’abitare.
La Raccomandazione ricorda come edifici e infrastrutture siano responsabili di circa il 42% dei consumi energetici europei, del 35% delle emissioni di gas serra, del 50% dell’estrazione di materiali e del 35% dei rifiuti generati nell’Unione, evidenziando come qualsiasi strategia di decarbonizzazione e di economia circolare debba necessariamente passare attraverso una profonda trasformazione del costruito.
Il settore delle costruzioni viene così collocato al centro delle strategie europee di trasformazione sostenibile. In questa prospettiva il New European Bauhaus promuove un approccio integrato basato sulla rigenerazione del patrimonio esistente, come strumento capace di rafforzare la resilienza delle comunità, migliorare l’accessibilità ai servizi e aumentare la qualità complessiva degli ambienti di vita, sull’innovazione dei materiali e dei processi costruttivi e su modelli di pianificazione più sostenibili. Particolare attenzione viene dedicata alla scala del quartiere, considerata il contesto più adatto per coniugare qualità dell’ambiente costruito, inclusione sociale e resilienza territoriale.

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Un cambio di paradigma: dall’espansione alla “sufficienza” urbana
Tra gli elementi più innovativi della Raccomandazione emerge il richiamo esplicito al principio della “sufficiency”, destinato a diventare uno dei concetti chiave delle future politiche europee sul costruito. Se per decenni la crescita urbana è stata associata principalmente alla realizzazione di nuovi edifici e nuove espansioni, il documento propone una prospettiva differente, fondata sull’utilizzo più efficiente del patrimonio già esistente.
In questa logica gli Stati membri sono invitati a privilegiare il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente rispetto alla demolizione e ricostruzione, limitando il consumo di nuovo suolo e favorendo il riuso di aree dismesse, brownfield e immobili sottoutilizzati. Particolare attenzione viene dedicata anche alla mappatura degli edifici vacanti e alla promozione del loro riutilizzo attraverso interventi di riconversione funzionale, con l’obiettivo di valorizzare risorse già presenti nei territori prima di ricorrere a nuove trasformazioni urbanistiche. In parallelo, le Linee guida del New European Bauhaus promuovono il principio della “Design for Circularity”, incoraggiando la progettazione di edifici e spazi capaci di adattarsi nel tempo a esigenze diverse, di utilizzare i materiali in modo più efficiente e di agevolarne il recupero e il riutilizzo a fine vita.
Si tratta di un cambiamento culturale rilevante, soprattutto per chi opera nel campo della rigenerazione urbana. La sostenibilità non viene più misurata esclusivamente attraverso le prestazioni energetiche dei nuovi edifici, ma anche attraverso la capacità di preservare e valorizzare le risorse già incorporate nel patrimonio costruito. In altre parole, il miglior edificio sostenibile non è necessariamente quello di nuova realizzazione, ma spesso quello esistente che riesce a essere adattato a nuove esigenze, prolungandone la vita utile e riducendo il consumo di risorse e le emissioni associate alla costruzione ex novo.
Materiali circolari e nuove opportunità per cemento e calcestruzzo
Il tema della circolarità trova una delle sue applicazioni più concrete nel settore del calcestruzzo, dove la riduzione dell’impiego di risorse vergini può avvenire attraverso diverse strategie complementari. Da un lato, l’utilizzo di materie prime seconde (MPS) e sottoprodotti provenienti da altre filiere industriali, come loppe d’altoforno e ceneri volanti, consente di sostituire parzialmente il clinker nella produzione del cemento, contribuendo alla riduzione delle emissioni associate ai leganti. Dall’altro, le linee guida del New European Bauhaus richiamano esplicitamente l’impiego di aggregati riciclati nel calcestruzzo, ottenuti dal recupero e dalla valorizzazione dei rifiuti da costruzione e demolizione. Entrambe le soluzioni concorrono a ridurre il consumo di risorse naturali e l’impronta ambientale delle opere, mantenendo al tempo stesso elevate prestazioni tecniche e favorendo la chiusura dei cicli di materia all’interno del settore delle costruzioni.
Questi principi trovano già oggi applicazione nelle strategie di innovazione di Heidelberg Materials, che ha fatto dell’impiego di materie prime seconde, del recupero dei materiali e dello sviluppo di cementi e calcestruzzi a ridotte emissioni alcuni dei pilastri del proprio percorso di decarbonizzazione. Le soluzioni più avanzate, come il cemento near-zero evoZero®, riducono il bilancio emissivo tramite la cattura della CO₂. L’evoluzione delle formulazioni cementizie, l’incremento del contenuto di materiali riciclati e l’ottimizzazione delle miscele consentono infatti di ridurre progressivamente l’impronta carbonica delle costruzioni, mantenendo al contempo i livelli di prestazione, durabilità e sicurezza richiesti dalle moderne opere civili e infrastrutturali. In questa prospettiva, cemento e calcestruzzo non rappresentano soltanto materiali da costruzione, ma strumenti attivi per la transizione verso un modello edilizio più circolare e sostenibile, in linea con gli obiettivi delineati dal New European Bauhaus.

Climate Mitigation: dalla prestazione energetica alla riduzione delle emissioni lungo tutto il ciclo di vita
Un altro tema centrale riguarda il “Design for Climate Mitigation”, che introduce una visione più articolata rispetto alla tradizionale efficienza energetica degli edifici. Le Linee guida sottolineano come il settore delle costruzioni debba affrontare simultaneamente due tipologie di emissioni: quelle operative, generate durante l’utilizzo degli edifici, e quelle incorporate nei materiali e nei processi costruttivi. La riduzione dell’impatto climatico non può quindi limitarsi alla sola fase di esercizio, ma deve interessare l’intero ciclo di vita dell’opera.
Da qui deriva il crescente interesse verso metodologie come il Whole Life Carbon Assessment e l’analisi del Global Warming Potential, che consentono di valutare le emissioni complessive associate a materiali, costruzione, manutenzione, trasformazione e fine vita degli edifici. La Raccomandazione collega esplicitamente questi approcci alle future politiche europee sul costruito, evidenziando la necessità di integrare le valutazioni ambientali nelle decisioni progettuali fin dalle prime fasi.
Su scala urbana, la mitigazione climatica viene inoltre associata a scelte di pianificazione orientate alla compattezza degli insediamenti, alla mobilità attiva, alle comunità energetiche e all’integrazione di infrastrutture verdi e blu. L’obiettivo è ridurre consumi ed emissioni non solo attraverso le prestazioni dei singoli edifici, ma mediante una progettazione coordinata dell’intero sistema urbano.
Per il New European Bauhaus la mitigazione climatica rappresenta quindi un elemento strutturale della qualità del progetto, capace di integrare efficienza nell’uso delle risorse, qualità architettonica e valore nel lungo periodo.
Progettare la resilienza: il ruolo del Climate Adaptation Design
Se la mitigazione mira a ridurre le cause del cambiamento climatico, il “Design for Climate Adaptation” affronta il tema della capacità dei territori di convivere con fenomeni climatici ormai inevitabili. Le Linee guida NEB evidenziano come ondate di calore, siccità, precipitazioni intense, alluvioni e incendi stiano già modificando profondamente le condizioni di vita nelle città europee e richiedano un ripensamento delle modalità di progettazione dell’ambiente costruito. In questa prospettiva, le infrastrutture per l’adattamento climatico vengono integrate nel disegno degli spazi urbani come elementi capaci di coniugare resilienza ambientale, qualità urbana, benessere collettivo e valorizzazione dell’identità dei luoghi.
Bacini di laminazione, sistemi di drenaggio urbano sostenibile, spazi multifunzionali per la gestione delle acque, de-impermeabilizzazione dei suoli, aree ombreggiate e corridoi ecologici vengono quindi considerati elementi capaci di ridurre il rischio idraulico, mitigare le isole di calore, aumentare la biodiversità urbana e rafforzare la resilienza collettiva.
La Raccomandazione invita gli Stati membri a integrare nelle politiche territoriali strumenti di prevenzione e gestione dei rischi, promuovendo strategie che includano il controllo e la gestione del territorio. Particolare attenzione viene riservata alle categorie più vulnerabili, riconoscendo come gli impatti climatici tendano a colpire in misura maggiore le fasce sociali più fragili e i territori maggiormente esposti affinché le strategie di adattamento contribuiscano a ridurre le disuguaglianze sociali e a rendere le città più sicure, accessibili e vivibili per tutti.

Infrastrutture verdi e blu: la natura come infrastruttura strategica
Tra i temi centrali delle Linee guida vi è il concetto di Green and Blue Infrastructure, che interpreta la natura come una componente strutturale della qualità e della resilienza dell’ambiente costruito.
Le infrastrutture verdi e blu comprendono reti di parchi, boschi urbani, corridoi ecologici, giardini comunitari, sistemi di drenaggio sostenibile, zone umide, corsi d’acqua rinaturalizzati, coperture verdi e pareti vegetali. La loro funzione va ben oltre l’aspetto paesaggistico: contribuiscono alla regolazione del microclima urbano, alla mitigazione delle isole di calore, alla gestione delle acque meteoriche, al miglioramento della qualità dell’aria e alla conservazione della biodiversità, generando al tempo stesso benefici sociali ed economici.
Le Linee guida evidenziano inoltre il ruolo di queste soluzioni nel favorire la rigenerazione urbana e la valorizzazione di aree marginali o sottoutilizzate. Particolarmente significativo è il richiamo alla riduzione dell’impermeabilizzazione dei suoli e all’impiego di pavimentazioni drenanti e sistemi di drenaggio sostenibile, strumenti che consentono di gestire le acque meteoriche ripristinando processi naturali spesso compromessi dall’urbanizzazione. Si tratta di un ambito nel quale stanno trovando crescente applicazione soluzioni in calcestruzzo drenante i.idro DRAIN di Heidelberg Materials, progettate per favorire l’infiltrazione delle acque nel terreno e contribuire alla mitigazione delle isole di calore urbane. Grazie alla combinazione tra elevata porosità, colorazione naturalmente chiara del cemento e valori di Solar Reflectance Index (SRI) conformi ai Criteri Ambientali Minimi (CAM), queste pavimentazioni possono infatti mantenere temperature superficiali inferiori rispetto alle tradizionali superfici bituminose, integrando in un’unica soluzione benefici idraulici, ambientali e microclimatici.
La Raccomandazione rafforza ulteriormente questa impostazione invitando gli Stati membri a monitorare la copertura arborea urbana, incrementare gli spazi verdi accessibili e permeabili e integrare sistematicamente misure nature-positive negli edifici e nelle infrastrutture. La natura viene così riconosciuta come una vera infrastruttura strategica, capace di contribuire simultaneamente alla resilienza climatica, alla qualità dell’ambiente costruito e al benessere delle comunità.

Innovazione tecnologica e nuove soluzioni per il costruito
La trasformazione del costruito delineata dal New European Bauhaus non si fonda soltanto su circolarità, adattamento climatico e infrastrutture verdi, ma anche sulla capacità di innovare processi, tecnologie e modelli di utilizzo degli spazi. Nel quadro del New European Bauhaus, l’innovazione assume un significato ampio, che comprende la capacità di sviluppare nuove risposte alle sfide ambientali e sociali attraverso modelli abitativi, organizzativi e comunitari più inclusivi e sostenibili. Le Linee guida richiamano infatti esperienze di co-housing, living lab, agricoltura sociale, spazi collaborativi e makerspace come esempi di innovazione capace di generare valore collettivo e rafforzare la coesione sociale.
Parallelamente, tuttavia, il documento riconosce il ruolo sempre più strategico delle tecnologie emergenti nel trasformare il settore delle costruzioni. Materiali bio-based, stampa 3D, progettazione parametrica, costruzione modulare off-site, digital twin e intelligenza artificiale vengono individuati come strumenti in grado di migliorare simultaneamente prestazioni ambientali, efficienza dei processi e qualità progettuale. L’obiettivo non è introdurre tecnologia fine a sé stessa, ma sfruttarne il potenziale per ridurre consumi di risorse, emissioni e tempi di realizzazione, ottimizzare la gestione degli edifici lungo l’intero ciclo di vita e supportare processi decisionali più consapevoli grazie all’analisi avanzata dei dati. In questa prospettiva, l’innovazione tecnologica diventa uno degli elementi chiave attraverso cui il New European Bauhaus intende favorire la transizione verso un ambiente costruito più sostenibile, resiliente e capace di rispondere alle esigenze delle comunità contemporanee.
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