Laurea in Scienze Politiche conseguita all’Università Cattolica e giornalista pubblicista. Ha un’esperienza professionale trentennale nel settore B2B dei materiali da costruzioni. In Heidelberg Materials segue da vicino tutte le attività di comunicazione e marketing del business del cemento, del calcestruzzo e degli inerti occupandosi di comunicazione interna ed esterna. In particolare, segue la comunicazione di prodotto e gli aspetti legati all’innovazione, alla sostenibilità e alla decarbonizzazione utilizzando diversi canali di comunicazione: testate giornalistiche, riviste di settore, blog, siti internet, social e podcast.
L’edilizia in Lombardia continua a crescere, in una fase più selettiva dopo gli anni di forte espansione. Secondo l’indagine congiunturale Unioncamere 2025, aumentano ancora volume d’affari, occupazione e mercato immobiliare, mentre le imprese devono confrontarsi con nuove sfide legate alla carenza di personale, alla pressione sui costi dei materiali e a un contesto di mercato più prudente. L’articolo analizza i principali dati del settore, il ruolo strategico di Bergamo e Milano e le prospettive per una crescita di qualità, fondata su innovazione, competenze, digitalizzazione, sicurezza, efficienza energetica e materiali a minore impatto ambientale.
Il settore dell’edilizia in Lombardia continua a rappresentare uno dei motori dell’economia regionale. Lo dice l’indagine congiunturale di Unioncamere Lombardia 2025 presentata lo scorso 29 giugno 2026.
Dopo anni di forte espansione, spinti anche dagli incentivi fiscali, dal recupero post-pandemia e dall’avvio di importanti opere pubbliche, il comparto mostra ancora segnali positivi, ma con un ritmo più moderato. Il 2025 si chiude infatti con il quinto anno consecutivo di crescita del volume d’affari, pari al +3,7% su base annua in lieve rallentamento rispetto al +4,1% del 2024 e al +8% del 2023.
In termini economici, le costruzioni generano in Lombardia circa 23 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 5,1% del valore aggiunto regionale complessivo. È una quota cresciuta in modo significativo rispetto al 2018, quando si fermava al 3,8%. La Lombardia si conferma inoltre la prima regione italiana per contributo al valore aggiunto nazionale delle costruzioni, con un peso del 19,7% sul totale italiano.

Unioncamere Lombardia, Rapporto annuale Edilizia 2025

Unioncamere Lombardia, Rapporto annuale Edilizia 2025
Un settore solido, ma sempre più concentrato e specializzato
La struttura del comparto lombardo resta molto ampia e articolata. A fine 2025 le imprese attive nelle costruzioni con sede in Lombardia sono circa 130 mila, in calo del -1,5% rispetto all’anno precedente. Il dato segnala una progressiva selezione del mercato: diminuisce il numero delle imprese, ma aumenta quello degli occupati. Gli addetti delle unità locali raggiungono infatti quota 381 mila, con una crescita del +1,5% nel 2025.
Il tessuto produttivo resta però frammentato: le imprese con oltre 50 addetti rappresentano appena lo 0,45% del totale, ma danno lavoro a quasi il 20% degli occupati del settore. La maggioranza delle imprese ha carattere artigiano, pari al 70% del totale, anche se il peso dell’artigianato sugli addetti è sceso al 43%, confermando una tendenza verso una maggiore strutturazione delle realtà più grandi.
Dal punto di vista delle attività, oltre il 70% degli addetti è concentrato nei lavori di costruzione specializzati, in particolare installazione di impianti e completamento/finitura degli edifici. La costruzione vera e propria di edifici occupa poco meno del 23% della forza lavoro, mentre l’ingegneria civile pesa quasi il 6%.

Unioncamere Lombardia, Rapporto annuale Edilizia 2025
Bergamo: il primato dell’edilizia per peso occupazionale
Tra le province lombarde, Bergamo emerge come uno dei territori più rappresentativi della forza del settore edile. Nel 2025 conta 51.319 addetti nelle costruzioni, in crescita del +0,7% rispetto all’anno precedente. Il dato più significativo riguarda però l’incidenza del comparto sull’occupazione complessiva: in provincia di Bergamo l’edilizia rappresenta l’11,6% degli addetti totali, il valore più alto in Lombardia.
Questo significa che, in Bergamasca, più di una persona su dieci impiegata in un’azienda lavora nel comparto delle costruzioni. Un primato che conferma il ruolo storico e produttivo del territorio, caratterizzato da una forte cultura d’impresa, da una filiera edilizia radicata e da una presenza rilevante di operatori attivi nei diversi segmenti: costruzione, impiantistica, finiture, infrastrutture e servizi collegati.
Bergamo supera, per incidenza, anche province a forte vocazione edilizia come Sondrio, che registra l’11,4%, Brescia, al 10,8%, e Pavia, al 10,6%. Il dato bergamasco è inoltre nettamente superiore alla media lombarda, pari al 9%.
Per il territorio, questa specializzazione rappresenta un punto di forza ma anche una responsabilità. Da un lato, l’edilizia sostiene occupazione, investimenti e sviluppo locale. Dall’altro, rende ancora più importante affrontare temi come la formazione, il ricambio generazionale, la sicurezza, l’innovazione di prodotto e la sostenibilità dei materiali.

Unioncamere Lombardia, Rapporto annuale Edilizia 2025
Milano: il principale mercato regionale per dimensione
Se Bergamo guida la classifica per incidenza del settore sull’occupazione totale, Milano rappresenta il principale bacino lombardo per numero assoluto di addetti. Nel 2025 la provincia conta 144.570 addetti nelle costruzioni, pari a quasi il 38% del totale regionale. La crescita rispetto al 2024 è del +1,6%, leggermente superiore alla media lombarda del +1,5%.
L’incidenza degli addetti edili sul totale provinciale è invece pari al 7,9%, più bassa rispetto a Bergamo e alla media regionale. Questo dato non indica una minore importanza dell’edilizia, ma riflette la maggiore diversificazione dell’economia milanese, dove servizi, finanza, tecnologia, commercio, industria creativa e attività professionali hanno un peso particolarmente elevato.
Milano resta però un mercato strategico per volumi, investimenti e trasformazioni urbane. La domanda riguarda sia il residenziale sia il non residenziale, con un ruolo rilevante per rigenerazione urbana, infrastrutture, edilizia direzionale, logistica, efficientamento energetico e interventi collegati alla qualità degli spazi pubblici e privati.
Mercato immobiliare: prezzi e compravendite ancora in crescita
Il mercato immobiliare lombardo conferma una dinamica positiva. Nel 2025 le compravendite di immobili residenziali aumentano del +7%, mentre i prezzi delle abitazioni crescono del +4,8%. Anche il non residenziale mostra segnali favorevoli: le compravendite salgono del +5,1% e i prezzi del +1,3%, soprattutto grazie alla componente degli uffici.
Il confronto con il dato nazionale evidenzia una Lombardia più dinamica: nel residenziale i prezzi crescono del +4,8%, contro il +4% italiano; nel non residenziale l’aumento è del +1,3%, contro una sostanziale stabilità nazionale, pari al +0,2%.
Questi dati confermano la vitalità della domanda, soprattutto nei territori più attrattivi e urbanizzati. Tuttavia, la crescita dei prezzi e la trasformazione della domanda richiedono al settore un’evoluzione qualitativa: edifici più efficienti, materiali con migliori prestazioni ambientali, soluzioni costruttive capaci di ridurre consumi, emissioni e impatti sul territorio.

Unioncamere Lombardia, Rapporto annuale Edilizia 2025
Le principali criticità: lavoro, burocrazia, domanda e materiali
Il quadro resta positivo, ma non privo di elementi di attenzione. Nel quarto trimestre 2025, la prima preoccupazione delle imprese edili lombarde è la difficoltà di reperimento del personale, indicata dal 19% degli intervistati. Seguono le procedure amministrative e burocratiche complicate, al 18%, la debolezza della domanda, al 17%, e il costo dei materiali, al 14%.
Il tema del personale è particolarmente rilevante. Nel 2025, il 62% delle assunzioni previste nel settore delle costruzioni risulta di difficile reperimento, una percentuale superiore alla media dell’economia lombarda, pari al 48%.
Nel primo trimestre 2026 emerge inoltre una nuova pressione sul costo dei materiali (26%), salita tra le principali preoccupazioni delle imprese anche a causa delle tensioni internazionali e dei rincari energetici. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, preoccupa soprattutto il costo dei materiali, mentre il loro reperimento appare al momento meno critico.

Unioncamere Lombardia, Rapporto annuale Edilizia 2025
Investimenti: imprese più caute, ma non ferme
La fase attuale è caratterizzata da maggiore prudenza. Nel 2025 solo il 26,2% delle imprese edili lombarde dichiara di aver realizzato investimenti, in calo rispetto agli anni precedenti, quando la quota superava il 30%. Per il 2026 la percentuale prevista risale leggermente al 27,8%, ma conferma un atteggiamento cauto.
La propensione a investire cresce con la dimensione d’impresa: sopra i 50 addetti supera il 70%, mentre resta sotto il 20% tra le micro e piccole imprese. Anche il mercato di riferimento pesa molto: le imprese attive nel mercato pubblico mostrano una maggiore propensione, sostenute dalle opere collegate al PNRR.
Le aspettative complessive sugli investimenti del settore per il 2026 restano prudenti: il 65% delle imprese prevede stabilità, il 16% un aumento e il 19% una diminuzione. Il saldo, pari a -3 punti, è comunque migliore rispetto all’anno precedente.

Unioncamere Lombardia, Rapporto annuale Edilizia 2025
Una nuova fase per l’edilizia lombarda
Il settore dell’edilizia in Lombardia entra quindi in una fase diversa rispetto agli anni del forte rimbalzo post-Covid. La crescita continua, ma rallenta. Le imprese appaiono più strutturate, ma anche più selettive. La domanda resta presente, ma con differenze importanti tra mercato pubblico e privato, nuove costruzioni e ristrutturazioni, residenziale e non residenziale.
In questo scenario, Bergamo e Milano offrono due chiavi di lettura complementari. Bergamo racconta la forza di una filiera territoriale ad alta intensità occupazionale, dove l’edilizia ha un peso superiore a ogni altra provincia lombarda. Milano rappresenta invece la scala del grande mercato urbano, con il maggior numero assoluto di addetti e una domanda trainata da trasformazioni immobiliari, infrastrutturali e funzionali.
Per entrambi i territori, la sfida dei prossimi anni sarà trasformare la crescita quantitativa in qualità del costruito. Ciò significa puntare su innovazione, competenze, digitalizzazione, sicurezza, efficienza energetica e materiali a minore impatto ambientale. In questa direzione, il ruolo dell’intera filiera – produttori di materiali, imprese, progettisti, pubbliche amministrazioni e committenti – sarà decisivo per accompagnare il settore verso modelli più sostenibili, resilienti e competitivi.
Se Bergamo rappresenta uno dei motori dell’edilizia lombarda, non sorprende che proprio qui sia nata la Magut Race, la corsa con i sacchi di cemento diventata negli anni un appuntamento di riferimento per il settore. Sabato 11 luglio la manifestazione tornerà a Selvino per la sua decima edizione e, accanto alla tradizione, porterà anche un simbolo dell’innovazione nelle costruzioni. Quest’anno, tra i 350 atleti in gara con 25 kg di cemento Tecnocem 32.5 di Heidelberg Materials sulle spalle, ci sarà anche Spike AI, il “cane robot” di Spektra (a Trimble Company), sviluppato dalla società bergamasca Dronemaster. Una presenza curiosa, ma soprattutto simbolica, perché racconta l’evoluzione di un settore che affonda le proprie radici nella tradizione, ma guarda sempre più al futuro grazie all’impiego di tecnologie avanzate.
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