Antonio Molinari, 27 anni, rappresenta la nuova generazione di SIPREM, azienda di famiglia attiva da oltre trent’anni nel settore della prefabbricazione in calcestruzzo. Dopo gli studi in Bocconi e il Master in Imprenditorialità e Strategia Aziendale presso SDA Bocconi, ha scelto di mettere le proprie competenze al servizio dell’impresa di famiglia, affiancando alla sua storia e alla sua esperienza una visione orientata alla crescita, all’innovazione e al futuro.
Nel settore delle costruzioni, innovare significa saper riconoscere e anticipare cambiamenti che spesso si manifestano lentamente, ma trasformano profondamente il mercato. È questa la visione che guida SIPREM, azienda lucana specializzata nella prefabbricazione in calcestruzzo. Antonio Molinari, rappresentante della nuova generazione dell’impresa di famiglia, ripercorre una storia fatta di investimenti, ricerca e capacità di affrontare le crisi del settore. Dallo sviluppo di nuove soluzioni costruttive all’attenzione per il territorio e la qualità degli ambienti di lavoro, fino alla scelta di sostenere evoZero® di Heidelberg Materials, l’articolo racconta come l’innovazione continua possa contribuire alla crescita dell’impresa e all’evoluzione della filiera delle costruzioni.
Per lavorare nell’edilizia servono sensibilità e determinazione. Sensibilità per intercettare il cambiamento lento ma continuo che accompagna il settore e determinazione per attraversare e superare le sue ricorrenti crisi produttive, quei bruschi momenti di frenata che avvengono dopo forti slanci espansivi.
Noi di Siprem lo sappiamo bene. Operare nell’edilizia traendone soddisfazione richiede di mantenere sempre il polso sulle esigenze dei clienti e le disponibilità tecnologiche, rinnovando l’offerta ed evitando posizioni attendiste destinate fatalmente a fare uscire dal mercato. La nostra storia ne è l’esempio.
Mio nonno fu il primo a interessarsi di cemento imparandone la tecnica quando nel 1974 emigrò in Germania da Irsina, un piccolo paese in provincia di Matera. Quando tornò in Patria aprì una sua impresa di piccoli manufatti in cemento dove negli anni ‘80, proprio quando per il Sud e per le sue aziende si prospettavano importanti possibilità di crescita, iniziò a lavorare anche il figlio Michele, mio padre. A causa della morte di mio nonno, poco tempo dopo, Michele si trovò a gestire il lavoro e nel 1990 nacquero Smecap a Ferrandina, focalizzata sui manufatti, e nel ‘93 Siprem a Grottole, in provincia di Matera, vocata alla prefabbricazione pesante ovvero alla realizzazione di capannoni e strutture prefabbricate. La neonata Siprem si trovò ad affrontare subito uno scoglio importante perché nello stesso periodo ci fu Tangentopoli e si dovettero fronteggiare anni complessi in cui i lavori pubblici venivano bloccati. Grandi imprese fallirono. Quel periodo ci permise di toccare con mano le insidie del settore dei prefabbricati che vive di molti alti e bassi: le forti frenate nella produzione sono seguite da importanti riprese e in queste fasi gli investimenti sono molto importanti perché è da qui che ci si rilancia quando la spinta economica riparte.
Mio padre affrontò le avversità dimostrando fortissima determinazione, provando sia che mio nonno aveva avuto una intuizione vincente quando puntò sul calcestruzzo, sia che questo stesso materiale poteva dare soddisfazioni nonostante fosse soggetto a ondate di forte turbolenza. Nel 2007 Smecap si spostò in un nuovo stabilimento da 60mila metri quadri, di cui 24mila coperti, e con lo stesso spirito di sacrificio e ambizione tenne testa alla crisi del 2008, durata circa una decina d’anni e che ha portato alla chiusura dell’attività per l’70% dei nostri concorrenti diretti. Nel 2019 venne inaugurato invece il nuovo stabilimento Siprem Pavimentazioni a Matera, battezzato quest’ultimo dalla prova di forza del Covid.

SIPREM, Divisione pavimentazioni, Venusio (MT)
Le competenze acquisite nel corso delle periodiche crisi di settore ci hanno permesso sia di gestire la situazione nei momenti difficili che di tenere i piedi per terra nei momenti di crescita. È fondamentale saper affrontare sia i bassi che gli alti e quando il mercato tira non ci si deve far prendere dall’ossessione di produrre il più possibile, con il rischio di farlo a scapito della qualità e dei tempi di consegna. Noi abbiamo imparato che essenziale è continuare a lavorare con cura e siamo consci di saperlo fare.
I periodi di minor lavoro hanno invece rappresentato momenti in cui abbiamo deciso di credere nel settore e investire energie per trovare nuovi prodotti, nuovi sistemi e tipologie di lavorazione. Questa modalità di azione ci ha permesso di fare crescere la nostra competitività alla ripartenza del settore ed è grazie a questa visione che Siprem, a differenza delle sue concorrenti dirette che si pongono sul mercato con una sola tipologia costruttiva, dispone oggi di più di dieci tipologie costruttive di capannoni e oltre 500 tipologie di manufatti e 100 tipologie di pavimentazioni, vantando probabilmente il più grande parco stampi in Italia, rispondendo alle differenti esigenze del cliente.
La nostra storia ci ha insegnato che non esiste un momento in cui ci si possa permettere di non fare sviluppo o ricerca. Anche se il settore periodicamente si ferma, le aziende non possono fermarsi anch’esse perché significherebbe perdere quella propensione allo sviluppo e al miglioramento che conduce inesorabilmente a una perdita di competitività e quindi a un declino, più o meno lento. Bisogna tener presente che il nostro settore è caratterizzato da un cambio di normative ed esigenze che risulta impercettibile nel breve periodo ma inesorabile e strutturale sul medio e lungo termine e se non vi si presta attenzione o si sottovalutano le novità, per esempio sulla trasmittanza termica, i criteri estetici e strutturali, ci si ritrova senza accorgersi privi di un’adeguata risposta alle esigenze di clienti, tecnici e della stessa legislazione. Come è successo a molti dei nostri colleghi e concorrenti.

SIPREM, realizzazione Domar, 17.000 mq, Matera
Noi abbiamo scelto di non rincorrere questi temi ma affrontarli prima, coltivando nel tempo i legami sia con i clienti che con i tecnici di settore. È infatti dal rapporto con i clienti che si può comprendere davvero l’orientamento del mercato e per questo ci siamo sempre proposti a loro nelle vesti di compagni di viaggio, creando un preventivo solo dopo aver capito le loro reali esigenze e magari anche i loro sogni. Abbiamo preferito creare e mantenere un legame forte con il nostro territorio e gli imprenditori locali, mentre decliniamo quei grossi lavori che spesso arrivano dalla politica o da multinazionali e che si rivelano più utili per l’immagine che per la crescita dell’azienda. Anche con i tecnici abbiamo strutturato nel tempo rapporti solidi e di mutua soddisfazione. Da anni organizziamo un convegno annuale e quest’anno lo abbiamo fatto con Heideberg Materials sui “Nuovi orizzonti della prefabbricazione. Dalla sostenibilità ambientale al benessere lavorativo”. In questi incontri ci confrontiamo su normative e caratteristiche tecniche per ottemperare alle esigenze del settore e strutturare al meglio ogni progetto.

SIPREM, realizzazione Tecnomat, 10.000 mq, Bari
Oggi siamo un gruppo, il Gruppo Molinari, che tra Siprem e Smecap conta 165 lavoratori, con una superficie complessiva di stabilimenti pari a 85mila metri quadrati coperti, 250mila metri quadrati per lo stoccaggio e una capacità produttiva giornaliera di quasi 2mila tonnellate. Abbiamo costruito per clienti quali Peroni e Olio de Santis, Despar, Molino Casillo e Pasta Felicia, per citarne alcuni. Siamo una realtà grande non solo per la quantità, data dai numeri, ma anche per la qualità che sappiamo esprimere in termini di identità aziendale e valori condivisi sia con i dipendenti sia con clienti, fornitori e territorio, valori con cui siamo nati e cresciuti sul mercato.
Anche la sostenibilità è parte di questa nostra visione e abbiamo iniziato ad affrontarla ben prima degli obblighi normativi. Ci siamo dotati di 2 megawatt di fotovoltaico sui nostri stabilimenti, 15 veicoli di produzione full electric, rispettiamo i CAM quasi il doppio rispetto ai minimi richiesti, realizziamo strutture con trasmittanza termica fino 0,26 W/m2K come richiesto dalle più stringenti normative italiane vigenti e abbiamo studiato sistemi di pavimentazioni drenanti, per il recupero di acqua meteoriche e soluzioni per edifici industriali con tetti verdi.
Tutte le scelte fatte sono state indirizzate alla sostenibilità ambientale ma pensate anche per realizzare luoghi dove stare bene, non solo per lavorare ma per vivere con confort e piacere. Sentiamo la responsabilità di creare ambienti di vita, non solo di lavoro, e per questo abbiamo deciso di sposare EvoZero, il nuovo progetto di Heidelberg Materials.

SIPREM, realizzazione Takler, 14.000 mq, Matera
Siamo consci che la parte preponderante dell’inquinamento prodotto dall’industria del cemento e del calcestruzzo è data dal cemento stesso e nell’ottica di un bilancio di sostenibilità o un’analisi dell’impatto ambientale il tema del cemento ha un peso preponderante. Poter migliorare sensibilmente anche questo aspetto per noi è cruciale e abbiamo deciso di essere tra i primi in Italia a sostenere questo nuovo prodotto Heidelberg Materials, impegnandoci a presentarlo e farlo conoscere ai nostri clienti.
Con Heidelberg Materials lavoriamo da sempre, credo da quando siamo nati, e questa storica collaborazione ci ha favoriti nell’abbracciare il progetto. Vogliamo delineare insieme la strada da percorrere e, come abbiamo fatto già con tante altre innovazioni di settore, vivere lo sviluppo senza subirlo.
EvoZero è certamente un prodotto nuovo e attualmente non ne esiste l’esigenza sul mercato ma pensiamo che questo stesso mercato si possa creare facendoci noi promotori di quella che pensiamo essere un’opportunità per i nostri clienti. Nel resto d’Europa, o in Italia tra i grandi gruppi, si cercano sempre più spesso dei partners per costruire che abbiano criteri alti sulla sostenibilità: un’azienda che lavora con EvoZero ha l’occasione per posizionarsi meglio quando si propone a questi soggetti, acquisendo una commessa che risulta un’opportunità per tutto il territorio.
Siamo convinti che lavorare sulla sostenibilità faccia oggi la differenza: implica serietà, caparbietà e umiltà nell’accettare nuove sfide e cambiamenti, coinvolgendo tutta la filiera sul territorio, dai clienti ai tecnici, portando valore e innovazione pur sapendo che non esiste un arrivo definitivo ma solo uno sfidante, impegnativo cammino di miglioramento continuo.
In copertina: SIPREM, realizzazione Masmec, 12.000 mq, Bari
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