Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali nel 2023, appassionata di giornalismo, durante il periodo universitario ha contribuito alla stesura di articoli e analisi per alcuni think tank. Da gennaio 2026 si occupa di Public Affairs e Comunicazione in Heidelberg Materials Italia.
La tecnologia della stampa 3D di Heidelberg Materials in mostra alla Milano Design Week
Heidelberg Materials Italia, già presente in passato all’evento come Italcementi, parteciperà alla nuova edizione della Milano Design Week (20-26 aprile 2026) Città delle Idee, un ambiente urbano fisico che si smaterializza per aprirsi alla creatività, all’innovazione e alla raccolta di una pluralità di pensieri e visioni, in “Solferino 28”, con un progetto realizzato con la tecnica della stampa 3D, ideato e curato dall’architetto Mario Cucinella, Founder & Creative Director di MCA – Mario Cucinella Architects, per Corriere della Sera, Living e Abitare, in occasione dei 150 anni del Corriere della Sera.
L’installazione è composta da moduli di due distinte dimensioni, costituiti da lastre prestampate che, a seconda delle combinazioni, generano configurazioni spaziali diverse. La parte operativa del processo di stampa è stata curata da Erratic, società del vicentino specializzata nella fabbricazione di robot industriali.
A raccontarci la parte progettuale dell’installazione è l’Ing. Valentina Torrente, Project Lead dello studio MCA – Mario Cucinella Architects.
Da cosa è nata l’idea?
«Città delle Idee chiude un ciclo triennale di installazioni che lo studio ha sviluppato per il Corriere della Sera durante la Milano Design Week, portando al centro il tema della città e della sua evoluzione. Un percorso che ha indagato il futuro degli spazi urbani, il ruolo dell’innovazione tecnologica e culturale e le possibili risposte alle sfide ambientali contemporanee. Nel cortile di Solferino 28, quest’anno, la Città delle Idee si traduce in un volume compatto, formato da circa mille moduli in calcestruzzo e altri materiali, incastrati tra loro, che progressivamente si smaterializza trasformandosi in un’agorà: uno spazio aperto al confronto e alla produzione di nuove idee. La smaterializzazione diventa metafora di una città e di un pianeta che devono imparare a usare meno risorse, trasformando una condizione critica in opportunità progettuale. In questo contesto, l’innovazione nei materiali, come nel caso del cemento, gioca un ruolo centrale: un materiale noto e diffuso che oggi si apre a nuove formulazioni e processi capaci di ridurne l’impatto ambientale e ampliarne le possibilità applicative. La stampa 3D rappresenta un’opportunità in questa direzione, perché ottimizza l’uso della materia e consente di sperimentare forme e sistemi costruttivi flessibili, assemblabili e riutilizzabili. Città delle Idee è quindi al tempo stesso installazione e laboratorio a cielo aperto, in cui tecnologia, innovazione dei materiali e spazio pubblico si intrecciano per immaginare nuovi modi di costruire e abitare la città».

Per approfondire il tipo di materiale utilizzato per questo progetto, i.tech 3D NF, abbiamo coinvolto il collega Alessandro Morbi, Coordinatore Assistenza Tecnica Direzione Tecnologie e Qualità di Heidelberg Materials Italia.
A livello tecnico, com’è strutturato il materiale utilizzato per questa installazione?
«Il cuore della stampa 3D applicata all’edilizia è una malta cementizia ad alte prestazioni, caratterizzata da granulometria fine (diametro massimo dell’aggregato inferiore a 4 mm), e formulata per garantire una corretta estrusione dall’ugello della stampante e un’immediata stabilità dello strato depositato. Per ottenere questo risultato, la malta deve possedere una consistenza specifica: abbastanza fluida da poter essere pompata ed estrusa senza interruzioni, ma al tempo stesso sufficientemente viscosa per assicurare l’adesione tra i vari strati e la corretta buildability, ossia la capacità di sostenere gli strati che via via vengono depositati. Riguardo a quest’ultimo aspetto, un ruolo essenziale è svolto anche dai tempi di presa, che devono essere accuratamente calibrati per evitare che il materiale asciughi troppo velocemente impedendo la corretta adesione degli strati successivi. A definire queste proprietà contribuisce una miscela di additivi selezionati per conferire al materiale le proprietà reologiche ottimali per l’estrusione.
Dal punto di vista prestazionale, la malta utilizzata nella stampa 3D presenta una resistenza superiore di circa il doppio rispetto a quella di un calcestruzzo tradizionale. Questa caratteristica deriva da una formulazione pensata sia per sostenere efficacemente gli strati durante la deposizione, sia per conferire al materiale la durabilità necessaria a elementi che per loro natura sono esposti agli agenti aggressivi. In particolare, la durabilità è garantita da bassi rapporti acqua/cemento e dall’utilizzo di materiali pozzolanici, che densificano la matrice cementizia rendendola più impermeabile agli agenti aggressivi. A ciò si aggiunge il fatto che più del 15% del materiale è riciclato, garantendo così un approccio più sostenibile rispetto ai tradizionali materiali da costruzione, e che il materiale è fibrorinforzato con fibre polimeriche che aiutano il controllo della fessurazione».

Per quanto riguarda le specifiche delle stampanti utilizzate, ne parla Lapo Naldoni, Senior R&D Specialist dello studio MCA – Mario Cucinella Architects.
Come avete coniugato la parte di progettazione di questa installazione con le diverse stampanti e la tipologia di materiale?
«Negli ultimi anni lo studio ha sviluppato un percorso di ricerca sempre più strutturato sulla stampa 3D, avviato già dal 2019 e oggi focalizzato in particolare sui processi off-site e close-to-site. Questo progetto rappresenta un’evoluzione naturale di questa visione, che interpreta l’architettura come un sistema dinamico, capace di trasformarsi nel tempo e di essere assemblato e disassemblato senza generare sprechi, valorizzando materiali ad alte prestazioni.
Nel tradurre il concept in un sistema costruttivo concreto, abbiamo lavorato sull’integrazione tra le proprietà del materiale cementizio sviluppato da Heidelberg Materials e le potenzialità del sistema di stampa messo a punto da Erratic. Questa sinergia ci ha permesso di coniugare qualità materica, precisione esecutiva e controllo del processo produttivo.
Negli ultimi due anni abbiamo già sperimentato questa tecnologia in altri progetti, apprezzando in particolare la versatilità del sistema Erratic: una piattaforma compatta, facilmente trasportabile in prossimità del sito di costruzione, ma al tempo stesso estremamente precisa grazie al controllo del sistema di estrusione e di pompaggio. Si tratta di caratteristiche fondamentali quando si vogliono applicare logiche digitali a contesti reali, spesso complessi e specifici dal punto di vista culturale e sociale.
Entrando nel dettaglio dell’installazione, il progetto è composto da sei differenti tipologie di elementi, due dei quali realizzati in malta cementizia stampata in 3D. La combinazione tra materiale e tecnologia ha reso possibile lavorare anche su interruzioni controllate del flusso di stampa, necessarie per integrare sistemi di autobloccaggio tra i moduli. Questo aspetto evidenzia non solo la qualità del materiale, ma anche il livello di controllo e affidabilità raggiunto dal processo di stampa».

Nel cuore del Brera Design District, nel cortile dello storico complesso del Corriere della Sera, svetterà l’installazione.
«Città delle Idee non è solo un’installazione, ma un laboratorio dinamico, che trasforma i visitatori in creatori consapevoli di nuove forme per abitare lo spazio urbano», spiega Mario Cucinella, Founder & Creative Director di MCA – Mario Cucinella Architects.
Da martedì a sabato le serate di “Solferino 28” si protrarranno sino alle 21.30 e nelle giornate del 22,23 e 24 aprile alle 18.30, nell’agorà posta al centro dell’installazione, sono previsti tre talk con esperti del settore, intervistati da giornalisti di Corriere della Sera e di Gardenia, il mensile di Cairo Editore.
Al fianco di “Solferino 28” in questa quarta edizione, oltre ad Heidelberg Materials sono state coinvolte: Daikin, Lynk & Co, come premium partner; Boero il colore italiano dal 1831, DHL Express Italy, ISA Spa, Marvis, come partner; Artemide, Mapei, Surfaces Group, come Technical Partner; Gardenia con Vivaio Central Park, in qualità di Green partner; e Allegrini, come Wine partner. Un ringraziamento particolare a Arche 3D, BT, Erratic (che ha provveduto alla stampa dei moduli dell’installazione) e WeWork.

Da sinistra, Alessandro Morbi (Heidelberg Materials Italia), Lapo Naldoni, Valentina Torrente (MCA – Mario Cucinella Architects), Massimo Visonà (Erratic).
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