Architetto e Ingegnere, Docente presso la facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Brescia. Laureato in Ingegneria all’Università degli Studi di Brescia e in Architettura al Politecnico di Milano. Con il proprio studio di architettura svolge attività di progettazione e di ricerca occupandosi prevalentemente di tematiche legate all’involucro dell’edificio, all’efficienza energetica e all’innovazione tecnologica nell’architettura, sia per nuovi edifici che nell’ambito della riqualificazione architettonica. È stato membro del comitato scientifico e autore di articoli per diverse riviste di architettura.
Il cemento come architettura: le nuove icone delle infrastrutture contemporanee
Per decenni, il concetto di infrastruttura è rimasto relegato a una sfera puramente ingegneristica: un sistema funzionale, grigio e spesso nascosto, necessario per muovere persone, merci ed energia. Oggi, l’architettura contemporanea ha riscritto questa narrativa, elevando ponti, stazioni, viadotti e opere idrauliche a vere e proprie architetture iconiche. Al centro di questa trasformazione c’è il cemento, un materiale che unisce in modo ineguagliabile forza, durabilità e una sorprendente plasticità estetica. Le infrastrutture non sono più solo vie di transito, ma elementi urbani che migliorano la qualità della vita, definiscono il paesaggio e veicolano valori di sostenibilità e design.

Roberto Conte, Viadotto Favazzina, Reggio Calabria
La doppia vita del cemento: forza ingegneristica, tecnologia e forma scultorea
Il calcestruzzo armato è la spina dorsale delle moderne infrastrutture, ma grazie all’innovazione, il suo ruolo è diventato anche estetico e tecnologico.
- Longevità, resilienza e auto-riparazione
La durabilità del calcestruzzo è fondamentale per le opere infrastrutturali che devono resistere a cicli di gelo-disgelo, attacchi chimici (solfati, cloruri) e all’abrasione da traffico. Le innovazioni nei mix design, inclusi additivi per la ridotta permeabilità o lo sviluppo di calcestruzzi auto-riparanti, prolungano significativamente la vita utile delle strutture, rendendo la manutenzione meno invasiva e costosa. Questa resilienza si traduce in un investimento sostenibile nel lungo periodo. - Calcestruzzi Speciali e Ultra-Prestazionali (UHPC e UHPFRC)
La vera rivoluzione formale è dovuta ai calcestruzzi ad altissime prestazioni (Ultra High Performance Concrete, UHPC). Questi materiali, caratterizzati da una resistenza alla compressione e alla trazione eccezionalmente elevata e spesso rinforzati con fibre (Ultra High Performance Fiber-Reinforced Concrete, UHPFRC), permettono di realizzare elementi strutturali più snelli, leggeri e slanciati. Strutture che in passato richiedevano volumi massicci in calcestruzzo tradizionale, ora possono essere create con sezioni minimali, migliorando l’impatto visivo e riducendo l’impronta materica totale. - Plasticità, monoliticità e finitura a vista
Il calcestruzzo, grazie alla sua plasticità allo stato fluido (prima del suo indurimento o presa e della sua maturazione), è il materiale ideale per creare volumi monolitici che sembrano scolpiti direttamente sul sito. La cura nella finitura del calcestruzzo a vista è cruciale: dalla selezione degli inerti alla precisione delle casseforme, ogni dettaglio contribuisce all’effetto finale. Inoltre, la possibilità di utilizzare calcestruzzo pigmentato in massa o con inerti a vista consente di armonizzare cromaticamente l’infrastruttura con il paesaggio naturale o urbano, superando il “grigio funzionale” a favore di un colore espressivo.
Infrastrutture iconiche: quando la funzione definisce il paesaggio
Il panorama internazionale è ricco di esempi che dimostrano come il cemento abbia permesso di creare opere di grande impatto visivo e funzionale, elevandosi a vero e proprio gesto architettonico.
Ponti monolitici e rigore contestuale
- Gli architetti austriaci Marte Marte sono maestri nell’uso del calcestruzzo a vista, soprattutto in contesti montani. I loro ponti sono esempi di un rigore formalmente puro e monolitico, dove il calcestruzzo è trattato come una roccia lavorata. L’Alfenz Bridge, lo Schaufelschlucht Bridge e lo Schanederloch Bridge mostrano una coerenza estetica e costruttiva notevole: le superfici in calcestruzzo, spesso grezze o pigmentate scure, diventano un’estensione tattile e potente della topografia circostante. La resistenza del calcestruzzo alla forte escursione termica alpina è fondamentale in queste opere.
- Il Ponte di Christ & Gantenbein ad Aarau sul fiume Aare, in Svizzera, è un altro notevole esempio di rigore formale. Qui, il calcestruzzo armato è utilizzato per una struttura che unisce funzionalità e finezza geometrica, inserendosi con discrezione ma solidità nel contesto fluviale e urbano. La scelta di una geometria chiara e di una finitura in calcestruzzo di alta qualità ne fa un punto di riferimento visivo equilibrato.
Grandi opere di ingegneria e design (visioni globali):
- Il Viadotto di Millau, Francia (Norman Foster), è un capolavoro ingegneristico. Sebbene l’impalcato sia in acciaio, le fondazioni e i piloni più alti del mondo in calcestruzzo armato sono fondamentali. La loro sottile rastremazione e la perfetta esecuzione in calcestruzzo ad alta resistenza sono essenziali per raggiungere un’altezza straordinaria senza sacrificare l’eleganza visiva della struttura.
- Il Ponte Sheikh Zayed, Abu Dhabi (Zaha Hadid Architects), sfrutta appieno la plasticità del calcestruzzo. L’uso del calcestruzzo armato precompresso per formare archi dinamici e ondulati è la chiave della sua forma scultorea, trasformando un semplice attraversamento in un’opera d’arte cinetica che sfida i limiti del calcestruzzo tradizionale.

JackF - stock.adobe.com, Viadotto di Millau
Stazioni e nodi di scambio urbano: esempi italiani di prestigio
- Il Ponte San Giorgio di Genova (Renzo Piano): questo ponte rappresenta un modello di ingegneria moderna incentrata sulla semplicità strutturale e sulla rapidità di esecuzione. Il progetto ha richiesto calcestruzzi ad altissima resistenza e durabilità per i piloni e le fondazioni, essenziali per la lunga vita utile dell’opera in ambiente costiero. Il calcestruzzo “da abbracciare” come richiese lo studio di Renzo Piano, è stato utilizzato per realizzare piloni snelli ma estremamente robusti in calcestruzzo autocompattante (SCC) di Heidelberg Materials, garantendo superfici lisce e omogenee. Il successo del progetto è emblematico di come le soluzioni avanzate di calcestruzzo siano fondamentali per la prefabbricazione modulare e per la creazione di una struttura che trasmette un senso di leggerezza e fiducia, grazie alla precisione costruttiva del materiale.
- Architetture Fluide per la Mobilità (Zaha Hadid Architects in Italia): l’impronta di Zaha Hadid Architects è fondamentale nel ridefinire l’infrastruttura come architettura scultorea. La Stazione Alta Velocità Napoli Afragola è un nodo di interscambio concepito come un ponte pedonale. L’imponente struttura in calcestruzzo bianco, che si snoda come un nastro dinamico, non è solo una copertura, ma l’ossatura portante. L’uso di calcestruzzo chiaro e levigato è intenzionale per creare luminosità e monumentalità, rendendo l’esperienza di transito più accogliente rispetto alle tradizionali stazioni in calcestruzzo. A questo esempio si aggiunge la Stazione Marittima di Salerno, dove il calcestruzzo è stato plasmato per creare una conchiglia fluida. Il calcestruzzo non è solo il materiale portante, ma la pelle espressiva che definisce le curve audaci e l’identità dell’edificio come porta d’accesso alla città via mare, dimostrando l’uso magistrale del calcestruzzo per forme complesse.
- Il Ponte Centrale dell’Autostrada A1 a Reggio Emilia (Santiago Calatrava). Si tratta di un grande ponte ad arco a via inferiore, costituito da una luce di oltre 220 metri, e con un arco centrale alto 50 metri circa realizzato in acciaio a cui è pendinato l’impalcato. A sorreggere l’impalcato è l’arco che, tramite i pendini, scarica il peso sulle spalle poste alle due estremità. Tutti gli elementi sono in acciaio verniciato bianco, ad eccezione delle spalle in calcestruzzo armato.
A questo esempio potremmo aggiungere, anche se non realizzata in Italia, ma dello stesso architetto, la Estação do Oriente a Lisbona, uno snodo intermodale dove la struttura in calcestruzzo, lasciata a vista e dipinta di bianco, evoca forme arboree o scheletri fossili, trasformando la necessità strutturale in un’esperienza visiva leggera e luminosa. Un altro esempio iconico è il Ponte di Monteolivete a Valencia, dove le grandi arcate in calcestruzzo bianco contribuiscono a definire la scenografia della Città delle Arti e delle Scienze, dimostrando come il calcestruzzo, se sapientemente trattato, possa essere un elemento di forte impatto cromatico e plastico in un contesto urbano monumentale. - In ambito urbano e di riqualificazione, il calcestruzzo a vista è stato protagonista nella realizzazione di opere come alcune fermate della Metropolitana di Napoli (Stazioni dell’Arte). In questi contesti, il calcestruzzo, lasciato grezzo e a volte pigmentato, definisce gli spazi sotterranei con onestà materica, garantendo allo stesso tempo la durabilità e la resistenza necessarie, trasformando l’infrastruttura in galleria d’arte pubblica.

Roberto Conte, Ponte Genova San Giorgio
Infrastrutture come soluzione urbana e rigenerazione
Il ruolo del cemento nelle infrastrutture moderne si estende oltre i ponti e le stazioni, affrontando problemi complessi nelle aree urbane ad alta densità.
- Coperture e mitigazione del rumore
Il calcestruzzo, data la sua densità, è un materiale ideale per la realizzazione di coperture di autostrade o ferrovie in contesti urbani sensibili. Offre un eccellente isolamento acustico, trasformando aree precedentemente rumorose e divise in nuovi spazi pubblici, parchi o zone residenziali, creando una riqualificazione urbana basata sull’infrastruttura. - Infrastrutture verdi e idrogeologiche
Le opere di ingegneria idraulica e i muri di contenimento in calcestruzzo oggi non sono più solo funzionali. Il calcestruzzo viene integrato in soluzioni di bio-ingegneria per creare barriere fonoassorbenti o muri di sostegno con cavità che permettono la crescita di vegetazione, mitigando l’impatto visivo e contribuendo alla mitigazione del rischio idrogeologico tramite la gestione sostenibile delle acque meteoriche. - Modularità e prefabbricazione off-site per l’efficienza
La velocità di costruzione è cruciale nelle infrastrutture. La prefabbricazione in calcestruzzo di elementi come travi, conci di galleria e pannelli non solo riduce drasticamente i tempi di cantiere e i costi operativi, ma garantisce un controllo qualità superiore in ambiente controllato. Questo approccio è fondamentale per la sicurezza e la rapidità di realizzazione nei progetti di espansione e riqualificazione urbana, minimizzando i disagi per i cittadini. - La rivoluzione della stampa 3D nel calcestruzzo infrastrutturale
La Stampa 3D del calcestruzzo (3DCP) rappresenta il futuro della costruzione di elementi infrastrutturali complessi e personalizzati. Questa tecnologia consente di realizzare strutture a geometria non standard, come barriere acustiche ottimizzate, elementi di arredo urbano o parti di ponti, in modo rapido e con un consumo di materiale ridotto grazie all’ottimizzazione della forma. La stampa 3D su larga scala si affianca alla prefabbricazione off-site, offrendo la possibilità di creare on-demand componenti di ricambio o elementi di raccordo in cantiere con un elevato grado di precisione e una notevole riduzione degli scarti. Per l’infrastruttura, il 3DCP apre la strada a design strutturali più leggeri e a costi di manodopera minori per la costruzione di geometrie difficili.

BBT SE, Galeria del Brennero
Il contributo di Heidelberg Materials: materiali all’avanguardia per la progettazione infrastrutturale
Realizzare infrastrutture durature, esteticamente rilevanti e sostenibili richiede materiali all’avanguardia e un supporto tecnico di eccellenza. Heidelberg Materials si posiziona come partner strategico, offrendo soluzioni che rispondono direttamente alle sfide dell’ingegneria contemporanea.
- Tecnologia UHPC e soluzioni per geometrie estreme
Per strutture sottili, leggere e con forme complesse, l’offerta di Calcestruzzi ad Altissime Prestazioni (UHPC) è insostituibile. Questi materiali, grazie alla loro eccezionale resistenza e fluidità, permettono di spingere i limiti delle geometrie, riducendo le dimensioni delle sezioni strutturali e, conseguentemente, l’impronta materica totale dell’opera. - Sostenibilità con calcestruzzi a basso tenore di carbonio
L’impegno nella riduzione delle emissioni di CO2 è una priorità. L’offerta di cementi innovativi con ridotta impronta di carbonio e l’impiego di aggregati riciclati sono cruciali per la realizzazione di infrastrutture verdi (Green Infrastructures), aiutando i committenti a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità e certificazione ambientale. - Resistenza chimica e agenti aggressivi
Nelle infrastrutture marittime o in galleria, la resistenza agli agenti aggressivi (cloruri, solfati, acidi) è vitale. Heidelberg Materials sviluppa miscele specifiche con bassissima permeabilità per garantire una protezione ottimale dell’armatura, estendendo la vita utile delle strutture anche negli ambienti più ostili. - Consulenza tecnica e soluzioni personalizzate
La complessità delle grandi opere richiede un supporto specializzato fin dalla fase di progettazione. Il know-how dell’azienda garantisce la formulazione di miscele su misura, dalla rapidità di presa per minimizzare l’interruzione del traffico, alla colorazione in massa per gli elementi a vista che devono fondersi perfettamente con il contesto architettonico desiderato.

Roberto Conte, Porto di Monopoli
Un futuro sostenuto dal cemento
Le infrastrutture in calcestruzzo hanno superato definitivamente il loro ruolo meramente funzionale per diventare espressione di ambizione architettonica, innovazione ingegneristica e responsabilità ambientale. Dalla fluidità high-tech e dal design audace delle grandi stazioni AV, all’eleganza monolitica dei ponti che si fondono con il paesaggio alpino, come quelli di Marte Marte Architekten, e alla modernità resiliente e modulare di opere come il Ponte San Giorgio, il calcestruzzo si conferma un materiale di straordinaria versatilità. Grazie alla continua ricerca sui calcestruzzi a basso tenore di carbonio, sulle tecniche di prefabbricazione digitale (file-to-factory) e sull’integrazione di tecnologie come la Stampa 3D, il calcestruzzo è il pilastro su cui si costruirà una nuova generazione di opere pubbliche: più efficienti, più veloci da realizzare e profondamente integrate nel tessuto urbano e naturale. La sfida futura non è solo costruire di più, ma costruire meglio, garantendo durabilità, bellezza e sostenibilità. Con il sostegno di materiali all’avanguardia e di un approccio consapevole, il calcestruzzo si dimostra il materiale insostituibile per plasmare un futuro più connesso, resiliente e, soprattutto, esteticamente consapevole.
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