Ingegnere meccanico, in Azienda dal 1998, vanta una lunga esperienza nel settore dove ha ricoperto gli incarichi di Capo Servizi Tecnici nelle cementerie di Porto Empedocle (AG) e Samatzai (CA), di Direttore di Stabilimento della cementeria di Vibo Valentia, di Direttore Tecnico della Calcestruzzi SpA. Attualmente è Responsabile del Coordinamento Attività Tecniche, Ambiente, Sicurezza di Heidelberg Materials Italia Calcestruzzi nonché consigliere nel Consiglio di Amministrazione di Heidelberg Materials Italia Calcestruzzi SpA.
Recupero dell’acqua negli impianti di calcestruzzo: i dati 2025
L’acqua è una risorsa strategica anche per la produzione di calcestruzzo, dove viene utilizzata sia come componente dell’impasto sia nelle attività operative degli impianti. Recuperarla e reimpiegarla significa ridurre il ricorso ad acqua pulita e rendere i processi produttivi più efficienti e resilienti. Nell’articolo, Filippo Zapparrata, Responsabile Coordinamento Attività Tecniche, Ambiente e Sicurezza di Heidelberg Materials Italia Calcestruzzi, approfondisce l’approccio di Heidelberg Materials Italia alla gestione della risorsa idrica e i risultati raggiunti nel 2025: l’acqua riciclata utilizzata negli impianti italiani è stata pari a 149.834 m³, mentre la quota di acqua riciclata rispetto all’acqua dosata nel calcestruzzo ha raggiunto il 40%, in crescita di 5,4 punti percentuali rispetto al 34,6% del 2024.
L’acqua è una risorsa sempre più strategica per l’industria delle costruzioni. I cambiamenti climatici, la maggiore frequenza di periodi siccitosi e la crescente attenzione alla tutela delle materie prime impongono anche al settore del calcestruzzo un cambio di passo nella gestione dei consumi idrici.
La produzione di calcestruzzo non è tra le attività industriali più idroesigenti, ma utilizza acqua in diverse fasi: nel dosaggio dell’impasto, nel lavaggio degli impianti e delle autobetoniere, nella gestione degli aggregati e nelle attività operative di centrale. Per questo motivo, il tema non può essere affrontato solo come riduzione dei consumi, ma deve essere letto in una prospettiva più ampia: misurare, recuperare, riutilizzare e migliorare in modo continuo.
Nel 2025 Heidelberg Materials in Italia, attraverso la rete di circa 120 impianti di calcestruzzo, ha confermato il proprio impegno su questo fronte. I dati nazionali mostrano che, a fronte di un utilizzo complessivo di acqua pari a 529.184 m³, l’acqua riciclata utilizzata negli impianti italiani è stata pari a 149.834 m³. Considerando invece l’acqua effettivamente dosata nel calcestruzzo, pari a 3.088.448 m³, la quota di acqua riciclata raggiunge il 40%, in crescita rispetto al 34,6% del 2024.
Questo risultato rappresenta un segnale concreto: il recupero dell’acqua non è più una pratica accessoria, ma una componente essenziale della sostenibilità industriale del calcestruzzo.

Perché l’acqua è una priorità per il settore del calcestruzzo
Negli ultimi anni l’acqua è passata dall’essere percepita come una risorsa abbondante a un bene da proteggere con attenzione. Per un produttore di calcestruzzo, questa responsabilità si traduce in una gestione più evoluta degli impianti. L’obiettivo non è soltanto “usare meno acqua”, ma usarla meglio, recuperando quella che può essere reinserita nel ciclo produttivo e riducendo il più possibile il ricorso ad acqua pulita.
Nel processo di produzione del calcestruzzo, l’acqua ha infatti un duplice ruolo:
- è un componente tecnico dell’impasto, necessario per l’idratazione del cemento e per garantire lavorabilità e prestazioni;
- è una risorsa di servizio, utilizzata nelle attività di lavaggio, manutenzione, pulizia e gestione operativa degli impianti.
Questa distinzione è fondamentale, perché consente di individuare con maggiore precisione dove intervenire: da un lato sul corretto dosaggio dell’acqua nel prodotto, dall’altro sul recupero e riutilizzo dell’acqua impiegata nei processi di impianto.
Heidelberg Materials Italia considera la gestione dell’acqua un elemento centrale del proprio percorso di sostenibilità. La riduzione dell’impatto ambientale del calcestruzzo non riguarda solo le emissioni di anidride carbonica, ma anche l’uso efficiente delle materie prime e delle risorse naturali.
La nostra posizione si fonda su cinque principi:
- Misurare per migliorare
Non può esserci miglioramento senza dati affidabili. Il monitoraggio dei consumi idrici è il primo passo per individuare criticità, confrontare le performance degli impianti e definire obiettivi realistici. - Recuperare l’acqua dove tecnicamente possibile
L’acqua proveniente dai lavaggi e da altre attività di processo può essere raccolta, trattata e reimmessa nel ciclo produttivo, contribuendo a ridurre il prelievo di acqua pulita. - Promuovere una cultura industriale del riuso
Il riutilizzo dell’acqua deve diventare una pratica ordinaria, integrata nella gestione quotidiana degli impianti, e non un intervento isolato. - Mantenere qualità e prestazioni del calcestruzzo
Ogni forma di recupero deve essere compatibile con i requisiti tecnici del prodotto, con le norme applicabili e con le esigenze dei clienti. - Rendere trasparente l’impegno attraverso dati verificabili
La sostenibilità deve essere raccontata con numeri chiari, aggiornati e comparabili nel tempo.

I dati Italia 2025: un sistema in miglioramento
Nel 2025, il volume totale di acqua utilizzata dagli impianti italiani di produzione di calcestruzzo è pari a 529.184 m³. Questa quantità comprende diverse fonti: acqua riciclata, acqua proveniente dagli aggregati, acqua pulita e acqua presente in autobetoniere.
La voce più rilevante ai fini della sostenibilità industriale è l’acqua riciclata, pari a 149.834 m³ a livello nazionale. A questa si aggiungono 152.417 m³ di acqua proveniente dagli aggregati e 221.874 m³ di acqua pulita.
Il dato più significativo riguarda la percentuale di acqua riciclata rispetto all’acqua dosata nel calcestruzzo. Nel 2025 questa quota raggiunge il 40%, con un miglioramento di 5,4 punti percentuali rispetto al 2024, quando era pari al 34,6%.
Questo significa che il sistema produttivo italiano sta aumentando la propria capacità di recuperare e riutilizzare acqua nei processi industriali. È un risultato importante, perché dimostra che la sostenibilità non è solo un obiettivo strategico, ma una pratica misurabile e già in corso.

Recuperare acqua significa rendere gli impianti più resilienti
Il recupero dell’acqua negli impianti di calcestruzzo ha un valore ambientale evidente, ma produce anche benefici industriali.
Un impianto capace di recuperare e riutilizzare acqua è più resiliente perché:
- riduce la dipendenza da acqua pulita;
- limita l’esposizione a eventuali restrizioni nei periodi di siccità;
- valorizza risorse già presenti nel ciclo produttivo;
- migliora la gestione dei reflui di lavaggio;
- rafforza la credibilità ambientale dell’azienda verso clienti, progettisti, enti pubblici e comunità locali.
In questa prospettiva, l’acqua riciclata non deve essere vista come una risorsa “secondaria”, ma come una componente strategica dell’efficienza produttiva.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

